La Cantina - Osteria da Ugo
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La Cantina

Nelle antiche Osterie del Veneto veniva servito il vino prodotto da qualche parente o amico dell’Oste, il quale aveva il compito di selezionarlo affidandosi al suo gusto e alla sua esperienza.
Nel retro del locale, dove solitamente risiedeva la famiglia del “Paron” venivano preparate alcune pietanze con ingredienti semplici e di facile reperibilità, molto spesso allevati e coltivati nel cortile e nell’orto di casa o ancora acquistati giornalmente al mercato più vicino.
Era tutto molto semplice, si condivideva quanto preparato giornalmente, spesso serviti da figli e nipoti e si beveva il “vino della casa” che ogni Osteria proponeva con orgoglio…
Da questa piccola storia nasce l’Osteria da Ugo dove al vino e al cibo, vengono date l’importanza e il rispetto che derivano dalla tradizione e dalla passione per questo lavoro.

Prosecco

Il Prosecco, forse, oggi, il vino veneto più conosciuto in Italia e nel mondo…
Per l’Osteria da Ugo, il Prosecco non può che essere Valdo con la Sua storia e i Suoi riconoscimenti. Il vino è anche la storia del Suo produttore, in questo caso la Famiglia Bolla, che è anche la storia del vino a Verona e che ci onora della Sua amicizia.

Vino della Casa

Il vino della casa, che, per l’Osteria da Ugo, è il vino dei Tessari della Ca’ Rugate.
La storia della Famiglia Tessari ci commuove, ci ispira, ci riempie di orgoglio. E’ un legame, il nostro, che va avanti da anni e che si rafforza e fortifica di giorno in giorno. Bevete il nostro Soave, il Valpolicella e il Ripasso e ne comprenderete uno dei motivi.

I vini del Territorio

Le zone di produzione a denominazione di origine della provincia di Verona sono: Bardolino, Custoza, Garda, Lessini, Lugana, Soave, Valdadige e naturalmente la Valpolicella.

La  Valpolicella (zona Classica) è composta da otto comuni:  Sant’Anna d’Alfaedo, Dolcè, Marano di Valpolicella Negrar , Fumane , Sant’Ambrogio di Valpolicella , San Pietro in Cariano e Pescantina.  Gli altri comuni, tutti nella provincia di Verona che possono produrre il Valpolicella (e i suoi “fratelli maggiori” :  Superiore , Ripasso , Recioto e Amarone) senza però fregiarsi dell’appellativo “Classico” sono: San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, San Mauro di Saline e Montecchia di Crosara  nelle Valli a Est e i comuni di Grezzana e Cerro Veronese in Valpantena.

I vitigni più utilizzati per questo vino sono: Corvina,  Corvinone, Rondinella e Molinara.

Quando il  Valpolicella  viene affinato per un minimo di 12 mesi a partire dal  1° gennaio successivo alla vendemmia e il grado alcolico al consumo è superiore ai 12 gradi, può essere definito Superiore.

 

Il “Ripasso” si  ottiene facendo riposare  il Valpolicella, prima dell’affinamento  per 2/3 settimane, sugli acini pressati del Recioto o dell’Amarone. Il vino viene appunto “ripassato” sulle vinacce del vino più nobile

 

L’Amarone nacque dall’evoluzione del Recioto che, con il passare del tempo ed il mutare delle stagioni, diede vita, a seguito della fermentazione, a un vino notevolmente più  secco e amaro rispetto all’originario. E’ il più pregiato dei vini veronesi e uno dei più importanti rossi italiani; assolutamente unico e inimitabile, molto strutturato, pieno, eppure morbido, elegante e perfettamente equilibrato.

A differenza di altri grandi rossi, i suoi tannini rotondi, il suo frutto succoso consentono di apprezzarlo, sebbene sia un magnifico vino da invecchiamento, anche in gioventù.

 

I grappoli sono attentamente selezionati in vigna e una volta raccolti, tra la terza decade di settembre e la prima di ottobre,  vengono stesi o legati  in ampi solai aerati per fare meglio circolare l’aria e impedire che si schiaccino.

Le uve appassiscono nei fruttai per 3/4 mesi, sino a che si raggiunge la concentrazione degli zuccheri desiderata. Ultimato l’appassimento, gli acini sono sottoposti a pigiatura e successiva maturazione in botti di legno.

Il nome “Recioto” deriva dal termine dialettale  “recia”, cioè orecchia, perché solo la parte più alta e meglio esposta del grappolo, quindi più pregiata, poteva accedere al processo di appassimento. E’ un vino passito dolce, ottenuto dall’appassimento delle uve conservate in fruttai per 100/120 giorni e da un arresto della fermentazione per conservare quella percentuale di zucchero che ne determina le tipicità. Il Recioto della Valpolicella è un discendente del Retico e dell’Acinatico, vino dolce citato nel VI secolo d.C. da  Cassiodoro in una lettera: “un vino puro, dal colore regale e dal sapore speciale. Si potrebbe definire un liquido carnoso o una bevanda mangiabile”; mentre San Zeno, ottavo Vescovo di Verona, lo descriveva come: “Il miracolo del Sole che si fa Vino”. Il Recioto di Soave, da uve Garganega, è stato il primo DOCG del Veneto.